come scegliere impresa edile ristrutturazioni Roma

Come scegliere impresa edile per ristrutturare

Finalmente hai deciso di ristrutturare casa a Roma.

Hai già ben chiaro in mente quello che vorresti realizzare, ma adesso devi occuparti di un problema serio: come scegliere l’impresa edile?

Per ottenere un risultato degno delle tue aspettative e investire bene i tuoi soldi, è importante scegliere l’impresa giusta.

La scelta dell’impresa edile a cui affidare i lavori di ristrutturazione della tua casa non è semplice, le imprese che offrono questo tipo di servizio sono tante e non si può valutare solo ed esclusivamente dal prezzo.

Quali sono gli elementi che bisogna valutare e dei quali è importante tenere conto al fine di scegliere la giusta impresa edile che ti rappresenti nel lavoro di ristrutturazione della tua casa a Roma?

Come scegliere l’impresa edile per ristrutturare la tua casa

E’ difficile trovare una ditta quando non conosci nessuno .

Tuttavia hai almeno due strade da percorrere. Il passaparola e la ricerca on line.

1 Il passaparola

Quando dovrai ristrutturare casa, ne sono certo, chiederai consiglio a amici e parenti, forse otterrai numeri di ditte artigianali.

Prima di contattare quelle persone hai bisogno di alcune informazioni

Lo dico perchè a volte ci fidiamo sulla parola, magari per risparmiare tempo evitando i controlli preliminari.

Quando qualcuno ti consiglia una ditta chiedigli sempre:

Come/dove l’ hai conosciuta?

Perchè raccomandi quella ditta?

Gli hai affidato dei lavori?

Qual’ è stato il risultato?

Hai bisogno di prove, vale a dire conferme di serietà dell’impresa.

Ricorda senza prove ti assumi una grande responsabilità.

2 La seconda strada è quella su internet

La ricerca sul web, un un altro passo fondamentale.

Armati di pazienza e visita tutti i siti delle imprese edili della tua provincia, le pagine social, e concentrati in particolare sulla lettura attenta delle recensioni e sui portfolio delle aziende.

Grazie al web puoi trovare contatti di ditte con buone/ ottime recensioni, pronte a effettuare un sopralluogo sull’immobile .

Consiglio sempre di valutare almeno 3/4 imprese, alle quali sottoporre un identico computo metrico/capitolato.

Se il preventivo non è sufficientemente completo ma solo abbozzato…aspettatati un’infinità di sorprese.

Di seguito riportiamo dunque un breve elenco di nozioni, che analizzeremo insieme così da poter effettuare la miglior scelta possibile:

Ecco alcuni suggerimenti su come scegliere impresa edile per ristrutturare a Roma

Non ti fidare dei piccoli artigiani:

Spesso per risparmiare qualche soldo ci si affida a qualche artigiano, che per quanto bravo e competente nel settore, non è in grado di gestire e controllare il cantiere in ogni suo singolo aspetto, e nella peggiore delle ipotesi non ha la forza economica per portare a termine il lavoro.” può capitare che ti troverai ad aver anticipato più soldi di quanto sia effettivamente stato realizzato, con il risultato finale di spendere più di quanto stabilito inizialmente.”

Inoltre nella maggior parte dei casi, i piccoli artigiani o le ditte individuali, non saranno in grado di fornire un’assistenza adeguata alla fine dei lavori, e qualsiasi tipo di intervento sarà sempre rimandato ad orari improbabili o dovrà essere necessariamente pagato: ricorda che sono degli artigiani, e se lavorano in casa tua non possono lavorare altrove, perdendo di fatto dei soldi; ogni intervento ti sarà fatto pesare, finché non ti risponderanno neanche più al telefono.

Inpresa edile ristrutturazioni Roma

Diffida dalla grande imprese.

Per tutto quello che abbiamo specificato nel punto precedente, verrebbe voglia di affidarsi ad una grande impresa, ma anche in questo caso sorgono altri problemi importanti che di seguito riportiamo:

  • le grandi imprese lavorano un tanto al metro, un ditta edile specializzata nelle ristrutturazioni lavora a millimetro. (parere mio, sarebbe sufficiente solo questo punto!)

 

  • il titolare dell’ impresa non è mai presente in cantiere, probabilmente nemmeno lo conoscerai mai, o sarà sempre protetto dalla segretaria di turno.

I lavori non saranno affidati ad un unico capo-cantiere che dirigerà le maestranze, ti ritroverai in cantiere una serie di operai non specializzati che porteranno a chiudere il lavoro senza la benché minima accortezza, con il seguente concetto: “..il primo che si libera va a finire quel lavoretto….”, che sarebbe il TUO appartamento!!

Valuta molto bene il titolare dell’impresa.

Una volta che hai individuato le 3 o 4 imprese alle quali rivolgerti, stabilisci subito un contatto con il titolare, mettilo subito alla prova: fagli delle domande ben mirate, ponigli dei problemi concreti e cerca per quanto ti è possibile, di valutare la qualità delle sue risposte: diffida dai tuttologi, dagli agenti di commercio (incompetenti che lavorano a provvigione), da tutti coloro i quali minimizzano le problematiche che gli hai appena esposto, e soprattutto da quelli che non riescono ad assecondare le tue richieste: siamo nel 2020, niente è impossibile in una ristrutturazione!!

 

Pretendi di conoscere le ditte subappaltatrici che eseguiranno i lavori

Sia chiaro; non esiste una ditta che sarà in grado di fornire un servizio completo, che va dalle demolizioni alle opere finitura, passando per impiantisti, decoratori e arredatori: se lo fa stiamo parlando di una grande azienda, “pertanto rileggi il punto 2!”

Ogni ditta si avvale di suoi collaboratori esterni (pavimentisti, idraulici, elettricisti pittori, in primis), che contribuiranno a dare all’opera il titolo compiuto secondo la regola d’arte: è bene dunque questi artigiani o ditte individuali ti siano presentati prima di iniziare i lavori, proprio perché il loro intervento sarà determinante per il buon esito del lavoro; a tal proposito stabilisci sin da subito una regola fondamentale: tutta la responsabilità sarà del titolare dell’impresa, anche per opere di manutenzione futura che non lo riguardano direttamente: se ad esempio c’è una dispersione di corrente nel nuovo impianto elettrico, dovrai contattare direttamente il titolare dell’impresa “e non l’elettricista che ha realizzato l’impianto,” perchè è lui che deve garantire il lavoro!

Verifica se all’ interno dell’organico sia presente una figura professionale altamente specializzata (architetto, ingegnere o geometra), che prenderà in mano il cantiere e si rapporterà direttamente col Direttore dei Lavori, le imprese che dispongono di un organico del genere sono le più accreditabili, poiché perseguono l’obiettivo di lavorare con criterio, per ottimizzare tempi e costi, gestendo nel miglior modo possibile le risorse umane: un cantiere organizzato lascia pochi margini di errore.

 

 

Cicli di lavorazione e controllo di qualità

Su questo punto dovremo scrivere un articolo a parte, dovrai porre all’ impresa che stai per affidare i lavori alcune domande come ad esempio:

Come viene eseguito il ciclo di rasatura delle pareti?

Viene utilizzata la rete in fibra porta-intonachino?

Vengono predisposti i paraspigoli sotto l’intonaco?

(N.B.: se tentennano su queste prime 3 domande, o non sanno di cosa stai parlando o vi dicono che tali lavorazioni non sono state computate, non stai parlando con l’impresa giusta)

Gli angoli dei rivestimenti del bagno e della cucina come vengono eseguiti?

(N.B.: se rispondono che verranno eseguiti con angolari cromati o in PVC, accompagnali direttamente alla porta, non meritano i tuoi soldi!!)

Le fughe del rivestimento coincideranno perfettamente con quelle del pavimento?

(N.B.:ahimè, non sarebbe neanche una domanda da porre)

Come viene eseguito il ciclo di pittura delle pareti?

Queste sono solo alcune delle domande che dovrai porre in via del tutto preliminare alle varie imprese che hai deciso di prendere in considerazione: alcune risposte saranno esilaranti!

Tempi, costi e le modalità di pagamento, devono essere definiti da subito

Il contratto è una condizione indispensabile per avviare un qualsiasi collaborazione temporanea; in particolar modo dovrai chiudere l’offerta con un contratto chiuso con prezzo a corpo, dove qualsiasi piccola eccedenza deve essere compresa, senza alcun diritto di compenso da parte dell’appaltatore, fatto salvo che non vi siano aggiunte o varianti in corso d’opera.

Una volta aver stabilito i costi, deve essere definito tempo limite per portare a termine il lavoro e pretendi di inserire delle penali salate per ogni giorno di lavoro in aggiunta rispetto a quanto stabilito.

Dopo aver raggiunto tutti gli accordi precedentemente descritti, stabilisci le modalità di pagamento, assicurandoti effettuare i pagamenti secondo l’effettivo stato di avanzamento dei lavori, e di lasciare una quota parte pari al 5% dell’importo totale dei lavori a garanzia per almeno 30 giorni dalla data di fine lavori.

Ristrutturazione totale appartamento a Roma

Confronta i almeno 3/4 preventivi e scarta l’ offerta più bassa.

Se stai cercando un’impresa seria, con tutte le qualifiche e i requisiti precedentemente descritti, è evidente che questa avrà delle spese di gestione e manodopera piuttosto elevate: le imprese più affidabili avranno tutte un costo più o meno simile, che si differenzierà di qualche migliaio di euro.

Scarta senza pensarci troppo le offerte più basse; sono delle bombe vaganti e pericolose per te e per il buon esito del lavoro: è ragionevole che un prezzo invitante può far gola, ma è come andare a mangiare in un ristorante stellato e pretendere di spendere come in un fast food.

La qualità ha un determinato prezzo oltre il quale proprio non si può andare, che in linea di massima per una ristrutturazione totale di un appartamento non si può scendere sotto i 400,00 €/mq.

Con la speranza di aver di aver chiarito i tuoi dubbi, in linea di massima crediamo di averti fornito i giusti mezzi su come scegliere impresa edile per ristrutturare senza errori, tuttavia il nostro staff di Studio 61 rimane a completa disposizione per aiutarti a realizzare il tuo sogno di casa.

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    Ristrutturazione casa a Roma

    Hai finalmente deciso di comprare o ristrutturare casa a Roma.

    Finalmente si sta per realizzare il tuo sogno, ma una volta iniziati i lavori e aver avuto a che fare con le mille incombenze pratiche e burocratiche, il tuo budget che subisce continue variazioni, lavori non realizzati come vorresti, un solo pensiero ti sfiora la mente: perché ho deciso di iniziare tutto questo?

    Non disperarti… il tuo sogno è ad un passo dal realizzarsi, e potrai farlo senza alcun stress!

    La soluzione è affidarsi a un unico interlocutore che svolga i compiti più ostili e si prenda carico di tutto, una figura che nei momenti di maggiore confusione rappresenterà per te una vera e propria ancora di salvezza, per evitare che il desiderio di rinnovare casa si trasformi in vero un incubo.

    L’interlocutore unico è il solo responsabile della tua ristrutturazione chiavi in mano, è ti garantisca la qualità dei lavori, coordinatore e supervisore di ogni fase della ristrutturazione. Il suo incarico parte dalla progettazione fino al fine lavori e consegna dell’immobile, occupandosi di rispettare i tempi e i costi preventivati, di gestire le incombenze e offrirti le soluzioni più efficaci ad assicurarti un ottimo rapporto qualità/prezzo.

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    Ma più nello specifico, quali sono i vantaggi di affidarti a Studio 61 per la ristrutturazione della tua casa a Roma?

    Con Studio 61 avrai un unico interlocutore, il solo responsabile della riuscita dei lavori e ti libererà dal peso di infiniti pensieri;

    l’esperienza maturata negli anni, permette a Studio 61 di mostrare grande attenzione per i dettagli che a voi magari, nel mezzo dello stress più assoluto, potrebbero sfuggire;

    avrete la garanzia dell’impiego di materiali di elevata qualità e di tecniche innovative, per assicurarti lavori efficaci e duraturi nel tempo;

    monitorando costantemente ogni fase progettuale e lavorativa, l’interlocutore di Studio 61 ti garantirà un ottimo risultato finale;

    si occuperà di tutte le documentazioni necessarie al fine di godere delle detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi;

    ti presenterà un progetto di arredo e ti consiglierà quali sono gli arredi più adatti alla tua casa e al tuo budget.

    ascolterà ogni tua domanda o esigenza, dandoti supporto in ogni fase del progetto;

    si occuperà anche delle fasi successive fino alla consegna dell’immobile soddisfacendo al meglio ogni tua precisa osservazione e necessità.

    Progettare spazi funzionali, se volgiamo sintetizzare al massimo, vuol dire:

    • non spendere soldi inutili
    • avere miglior comfort
    • essere più felici

    Se viene fatta un’ottima progettazione, puoi davvero risparmiare molto, eviterai di rifare più volte gli stessi lavori (credimi, succede molto spesso) e non dovrai prendere decisioni “al volo”, frutto solo della fretta di chi deve andare avanti nelle lavorazioni.

    Saprai già prima di iniziare i lavori come sarà il risultato finale e questo ti aiuterà a vivere (e dormire) tranquillo i mesi della ristrutturazione.

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    Open space nuovi trend 2020 della ristrutturazione

    Un open space nella zona giorno è l’ideale per creare un ambiente aperto e luminoso.

    Acquistare una casa con qualche anno sulle spalle è sicuramente il modo giusto per risparmiare. Certo, qualche lavoretto di ristrutturazione sarà indispensabile, ma il costo decisamente ridotto rispetto a una casa di nuova costruzione si rivelerà un acquisto eccellente.

    Ristrutturare casa ti permetterà di adeguare lo spazio alle tue esigenze, facendo dei piccoli o grandi ritocchi in base a quello che più ti piace. Dai punti luce alla ristrutturazione del bagno, dal parquet nelle camere all’open space nella zona giorno.

    L’open space, cioè uno spazio senza nessuna o poche pareti divisorie tra le varie zone, rimette in discussione la disposizione degli appartamenti italiani, cambiando totalmente il modo di vivere casa, o almeno la zona giorno. Tipico delle vecchie abitazioni italiane è appunto avere la zona giorno divisa in più stanze: soggiorno, cucina e a volte persino la sala da pranzo a parte.

     

    Cosa serve per creare un open space nella zona giorno.

    Buttando giù una parete puoi ottenere ambienti più ampi e luminosi con la possibilità di fare scelte di arredamento altrimenti impossibili.

    Lo spessore di una tramezza interna è di circa 10 cm, non sembra proprio che la sua demolizione possa garantire una godibilità degli spazi migliore, d’altro canto in pianta non cambia quasi nulla.

    Ma se si pensa alla libertà di transito, al vincolo comportato dalla porta e al suo ingombro se è a battente, alle rispettive finestre che si trovano a illuminare un solo grande ambiente, magari con diversa esposizione, lo scenario che si presenta assume una dimensione completamente diversa.

    Lo spazio centrale disponibile è la vera rivoluzione: non solo la zona in precedenza occupata dalla parete, ma anche lo spazio limitrofo che non è più ostacolato dalla sua presenza permette una disposizione degli arredi più consona, per non parlare della possibilità di relazionarsi tra persone che stanno svolgendo attività diverse, altrimenti separate da un muro.

    Pur trattandosi di un intervento materialmente piuttosto semplice da portare a termine, comporta alcuni vincoli burocratici da non sottovalutare: la modifica dello stato in essere delle partizioni, anche se le pareti in questione non hanno compiti strutturali, non può essere attuata se non seguendo l’iter delle manutenzioni straordinarie in ambito edilizio; inoltre, variando in modo definitivo la planimetria interna, al termine dei lavori bisogna mettere a conoscenza gli uffici catastali della nuova partizione.

    Demolizione muri

    Demolizione muro interno

    Occorre innanzitutto verificare se la parete che si intende demolire è portante o meno. Questa verifica va fatta eseguire da un tecnico specializzato. In genere le pareti realizzate in cartongesso o con mattoni forati di spessore non superiore a 8 cm (spessore totale parete mattone ed intonaco 11/12 cm) non hanno caratteristiche portanti e quindi si può procedere alla demolizione senza la predisposizione di un progetto strutturale.

    Se lo spessore della parete supera i 12 cm, se è realizzata con mattoni pieni o in cemento armato, avrà molto probabilmente una funzione portante ed occorrerà valutare con l’aiuto di uno specialista (ingegnere strutturista) la fattibilità dell’intervento.

    Valutata questa, si redigerà un vero e proprio progetto con indicate le modalità operative e gli accorgimenti da mettere in atto prima, durante e dopo la demolizione nonché le opere di consolidamento necessarie (per es. posa di putrelle, piastre d’acciaio, telai in ferro,…) per poter eseguire in sicurezza l’intervento senza compromettere la statica dell’edifico

    Problema impianti passanti

    Impianti passanti

    Prima di iniziare a demolire è bene assicurarsi se all’interno della parete ci siano impianti di varia natura. La cosa migliore sarebbe avere un disegno tecnico con le quote di passaggio degli impianti e la loro natura, ma la zona potrebbe essere stata modificata e non avere riportato le modifiche sull’originale. Gli impianti elettrici sono i più facili da individuare, per la presenza di scatole elettriche, interruttori, prese: per quanto riguarda le tubazioni, la loro presenza può essere verificata tramite speciali rilevatori che segnalano la presenza di impianti e, talvolta, la profondità a cui si trovano.

    Presenza di vincoli di tutela e salvaguardia

    Non è raro il caso in cui la parete da demolire si trovi all’interno di un edificio di particolare rilevanza storica e per questo tutelato da un apposito vincolo. In questi casi, prima di poter procedere con la demolizione occorre ottenere una specifica autorizzazione da parte della Soprintendenza territorialmente competente. Per sapere se un edificio è vincolato ed il tipo di vincolo (alcuni vincoli riguardano solo le facciate dell’edifico) è possibile informarsi, sempre più spesso anche online, presso le soprintendenze o in comune presso lo sportello unico per l’edilizia.
    È sempre necessario incaricare un professionista (ingegnere, architetto,..) che a seguito di sopralluogo valuti la fattibilità dell’intervento, rediga un progetto e predisponga la relativa pratica comunale.

    Detriti da smaltire

    Smaltimento rifiuti edili

    Lo smaltimento dei rifiuti edili prodotti da un intervento di ristrutturazione non è così semplice come potrebbe sembrare. Si tratta infatti di un adempimento soggetto a norme particolari che, se non rispettate, possono comportare sanzioni penali e multe salate.

    Macerie e calcinacci sono infatti rifiuti speciali e in quanto tali non possono essere conferiti nelle stesse discariche in cui finiscono i comuni rifiuti urbani, perché possono essere fortemente inquinanti.
    Vanno invece conferiti in apposite discariche dotate anche di impianti di trasformazione per il riciclo e riutilizzo dei materiali non nocivi.

    Ciò non toglie che esistano discariche comunali che accettano anche questo tipo di rifiuto da parte del privato, spesso senza costi per piccole quantità.

    A chi compete lo smaltimento dei rifiuti edili?

    Il riferimento legislativo per la gestione dei rifiuti in Italia è il Testo Unico dell’ambiente, d. lgs 152/2006 Norme in materia ambientale.

    Il Codice attribuisce l’onere dello smaltimento dei rifiuti edili al soggetto che li ha prodotti. Pertanto, la responsabilità in capo a questo compito compete nella maggior parte dei casi all’impresa che effettua i lavori di costruzione o di demolizione.

    Se i lavori sono svolti in economia, cioè autonomamente, il responsabile diventa quindi lo stesso privato cittadino.

    Lo smaltimento dei rifiuti può però essere gestito soltanto da imprese iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Per tale motivo, alcune imprese edili possono affidare il compito ad altre specializzate in questo tipo di attività.

    Uniformare la pavimentazione

    Demolendo una tramezza ci si trova con una striscia di pavimentazione priva di rivestimento che rende difficile e sconsigliabile un intervento di ripristino localizzato: sia perché spesso le due stanze erano rivestite in modo differente, sia perché un ambiente ampio viene esaltato da superfici continue. Ecco alcuni sistemi che permettono di utilizzare il vecchio pavimento come sottofondo per il nuovo, senza incorrere in ulteriori demolizioni e modifiche.

    Resine e cementizi

    Il pavimento in cemento (microcemento) è un pavimento senza fughe composto da un polimero liquido e da una particolare miscela cementizia. Il microcemento vede le sue prime apparizioni negli Stati Uniti, quando le vecchie fabbriche iniziarono ad essere trasformate in moderni loft e il pavimento microcemento era scelto proprio per mantenere quel caratteristico effetto cemento industriale.

    È stato poi scelto dai grandi marchi di moda e sport per rivestire i propri negozi, grazie alle sue doti di estrema resistenza al traffico e durabilità. Oggi il microcemento è molto utilizzato anche in casa, perché consente di creare superfici senza fughe e può essere applicato in soli 3 mm di spessore su svariati materiali.

    I pavimenti in resina solitamente identificano quelle pavimentazioni che si ottengono mediante resine autolivellanti a colata ed erano inizialmente utilizzate per proteggere le superfici di fabbriche e laboratori chimici, industrie alimentari, celle frigo e macellerie.

    Oggi, sebbene il loro utilizzo sia più idoneo all’ambito industriale, la resina epossidica è diffusa anche a livello residenziale, per la sua capacità di creare pavimenti continui, cioè senza fughe. Al contrario del rivestimento microcemento tuttavia, ha un effetto lucido e plastico, presenta una minore resistenza all’usura e col tempo tende all’ingiallimento.

    Possono sembrare molto simili, ma il pavimento in resina e il pavimento microcemento sono in realtà molto diversi. A partire dall’effetto finale che si ottiene una volta posato il pavimento, infatti un rivestimento in resina trasmette un effetto lucido ma soprattutto plastico, invece il rivestimento in microcemento dona ai pavimenti un effetto molto più naturale e materico, rappresentando un piacevole effetto cemento. Non è da sottovalutare l’effetto cemento del microcemento, poiché essendo estremamente personalizzabile nei colori e negli effetti il risultato finale andrà oltre il classico grigio e le superfici saranno uniche e moderne.

    I pavimenti ultrasottili

    Pavimenti e piastrelle ultrasottili

    Oggi, le possibilità in fatto di pavimentazioni e rivestimenti murari sono davvero le più disparate e non c’è che l’imbarazzo della scelta.

    Qualora, però, desideriate rifare il look ad un ambiente domestico sbarazzandovi del pavimento e/o del rivestimento esistenti, magari semplicemente perché non vi soddisfano più visivamente, è bene sapere che è possibile farlo anche senza affrontare lavori ingenti.

    Vi basterà optare per un pavimento sottile da sovrapporre a quello che già c’è, senza bisogno di demolire nulla.

    Ecco allora che, in tal senso, una delle alternative migliori è sicuramente quella di ricorrere all’impiego di piastrelle sottili. Oggi in commercio se ne trovano tantissime, tutte diverse per formato, colore, stile e caratteristiche: ciò che le accomuna è lo spessore ridotto

    Si può ricorrere a piastrelle di grande formato a spessore contenuto in 3,5-6-5 mm che possono essere incollate al pavimento esistente o posate flottanti su un materassino insonorizzante che compensa anche piccoli dislivelli. Molti di questi sono forniti anche per la posa fai da te, con sistemi ad incastro o con bordi bisellati per un perfetto allineamento.

    Parquet prefinito o in legno massiccio

    Le differenze tra un parquet in legno massello e un parquet prefinito

     

    Il parquet è un pavimento in grado di dare un indiscutibile valore aggiunto all’arredamento e agli interi ambienti in cui viene posato ed è destinato ad essere per lungo tempo una parte degli spazi domestici.

    Per questo motivo scegliere il parquet è un compito importante, per il quale è bene prepararsi con attenzione.

    Nello scegliere il materiale, la struttura ed il trattamento del parquet contano molto le esigenze abitative ed il tipo di riscaldamento che verrà installato negli ambienti. Le opzioni possibili sono

    Parquet prefinito: si tratta di liste composte da uno strato principale di legno di betulla, pioppo o abete, ricoperte da uno strato superiore legno più pregiato, chiamato essenza o specie legnosa.

    – Parquet in legno massiccio: sono listoni in legno nobile, interamente composti dalla specie legnosa prescelta che richiede una posa lunga e complessa, in quanto deve essere levigato e verniciato in opera.

    I fattori da tenere in considerazione nella scelta del parquet in funzione al suo comportamento nel tempo sono due:

    – Esposizione alla luce solare ed umidità, che impattano sulla colorazione del parquet. Ambienti molto illuminati, o con forti sbalzi di umidità, richiedono specie legnose più stabili. Esempi di ambienti solitamente più illuminati possono essere la cucina o il living; un esempio invece di ambiente con sbalzi di umidità è il bagno.

    – Temperatura: vanno considerate le dimensioni dell’ambiente rispetto all’unità di riscaldamento e l’eventuale presenza di riscaldamento a pavimento. Riguardo alla prima considerazione, bisogna tenere conto che ambienti piccoli con unità di riscaldamento di buone dimensioni richiedono specie legnose più stabili. Il riscaldamento a pavimento, invece, si sposa bene con alcune specie legnose, mentre ne rende altre inadeguate.

    Salvare i vecchi pavimenti

    Non è raro che le due stanze messe in comunicazione con l’abbattimento della parete siano pavimentate nello stesso modo e che le superfici siano in buono stato: per non affrontare la spesa di un nuovo rivestimento si può nascondere la banda grezza risultante dalla demolizione in vario modo. Se si hanno ancora piastrelle dello stesso tipo si può tentare di rivestire la striscia mancante e mantenere lo stesso livello, altrimenti si può far realizzare su misura una banda sottile poco più larga della fessura, di altro materiale, e sovrapporla ai due rivestimenti.

    Ma come detto ci sono davvero tantissime idee per sfruttare meglio gli spazi se desideri ricevere consigli o un preventivo gratuito per l’arredamento d’interni o per esterno, contattaci compilando il modulo qui sotto e riceverai risposte alle tue domande.